Franco Piavoli sarà il 24 aprile a Matera per MaTerre, in una Lectio sul cinema. Nel suo contributo per Carta di identità, Nostos, il suo Ulisse, è il simbolo di un eroe senza tempo alla ricerca dell’identità fra memoria e nostalgia delle proprie origini.

 


Nostos, il ritorno

Alla fine della guerra, Nostos (Ulisse), inizia il suo viaggio di ritorno in patria nelle acque del Mediterraneo ma vari motivi ritardano la conclusione della sua avventura: ostacoli naturali, ricordi evanescenti della sua infanzia, dei suoi genitori. Il fascino di una bellissima ninfa. La nostalgia per il passato, per la sua terra d’origine, per la moglie che lo attende. Il silenzio profondo e misterioso che tutto avvolge. La solitudine terribile in seguito ad un naufragio in cui tutti i compagni periscono e in cui lui stesso rischia di morire. E d’altro lato la natura nei suoi meravigliosi aspetti: il mare, gli scogli, gli animali nella loro semplicità di vita, i fiori e le piante nella loro incomparabile bellezza. Tutto sembra accogliere l’errante come una madre premurosa. Alla fine riesce fortunosamente a giungere in prossimità della sua casa, dei suoi affetti e delle cose che gli sono familiari.

Nel film Nostos è un eroe senza tempo, reduce da un’atroce guerra e costretto a peregrinare in terre lontane. Attraversa gli scenari più suggestivi del Mediterraneo, carichi di miti e di storia, per giungere infine alla Terra Madre. Come l’Ulisse omerico, Nostos esprime le nostre paure, i rimorsi, le disperazioni ma anche le illusioni, gli incanti e soprattutto il bisogno di ripararsi nella casa della memoria e degli affetti elementari.

Collocando la vicenda in una dimensione remota ed immaginaria possono meglio emergere le emozioni sommerse nella nostra memoria storica e genetica. Ispirato ai miti degli antichi eroi, l’andare errando è simbolo del desiderio, dell’anelito insaziabile verso una meta che sembra irraggiungibile. L’andar vagando, il rimpianto, la nostalgia sono allo stesso tempo una spinta alla ricerca e all’esplorazione. Ulisse è l’archetipo in cui l’uomo moderno meglio si identifica per l’inquietudine che lo caratterizza.

Come con Il Pianeta Azzurro con Nostos, il Ritorno ho voluto realizzare un film “sinfonico”. Accanto al cinema “teatrale” che domina il mercato cinematografico, sono convinto che si possa sviluppare un filone di cinema “sinfonico”. Nella storia della musica, accanto alla musica teatrale (opera, melodramma) si è andata affermando la musica sinfonica (sinfonia, concerto, musica strumentale, musica polifonica). C’è un minore coinvolgimento sul piano logico ma un maggiore potenziale evocativo. Tutti gli elementi inseriti nella colonna sonora di un film (rumori, parole, musica…) mediante il montaggio sonoro e il missaggio concorrono a formare una composizione musicale nuova e organizzata con tempi, intervalli e sequenze traducibili in una partitura ben definita. La lingua di Nostos è ricreata sulla falsa riga di antichi dialetti mediterranei. Non l’ho tradotta perché non mi interessava trasmettere significati particolari, ma dare il senso di fondo di un sentimento e di un pensiero. Ogni lingua ha un valore fonico prima che semantico. Anche in questo film, come nel Pianeta Azzurro, ho fatto largo uso di rumori naturali: la voce del vento, la voce del mare, degli animali e dell’uomo naturalmente… perché l’uomo è parte della natura. E’ natura. Anche l’uomo d’oggi, anche l’uomo che navigherà negli spazi galattici sarà un elemento della natura che si muoverà nella natura. Scoprirà nuovi aspetti della natura e dovrà con essi stabilire nuove alleanze. Senza mai perdere la memoria e la nostalgia per le sue lontanissime origini.

 


Franco Piavoli a Matera il 24 aprile 2019

Il regista Franco Piavoli sarà a Matera il 24 aprile 2019 per una Lectio che seguirà la proiezione del suo film Nostos, il ritorno.

All’appuntamento interverranno Ivan Molinari, critico cinematografico, e Giacomo Martini.

L’evento è su prenotazione, riserva ora per non perdere l’occasione.

 

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Documentarista. Nato nel 1933, dopo la laurea in legge insegna diritto nelle scuole superiori mentre coltiva i suoi hobbies: poesia, pittura, musica e fotografia. Hanno successo nei festival in Italia e all’estero per l’originalità dello stile e la misura poetica i suoi primi cortometraggi cui lavora dal 1953 al 1962. [Uccellanda (1953) Ambulatorio (1954) Incidente(1955) Le stagioni (1961) Domenica sera (1962) Emigranti (1963) Evasi (1964). Poi per circa vent’anni un lungo silenzio fino all’uscita del primo lungometraggio: “Il pianeta azzurro”, nel 1982, che presenta un nuovo modo di concepire il cinema. Piavoli è un regista artigiano che produce i suoi film da solo e si avvale soltanto dell’aiuto della moglie Neria e del figlio Mario. Nel 1989 ha realizzato “Nostos. Il ritorno” e nel 1996 “Voci nel tempo”. Dagli anni ’90 si occupa di regia di opere liriche (“Suor Angelica” di Puccini e “La forza del destino” di Verdi) e insegna Istituzioni di Regia all’Università del Sacro Cuore di Brescia. “Al primo soffio di vento” è del 2002, del 2012 “Frammenti”, del 2016 “Festa”.

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