Addio a Luigi Di Gianni, nume lucano del genere documentario.

Siamo tutti uniti nel dolore per la scomparsa del Maestro Luigi Di Gianni grande uomo e documentarista, Presidente della Lucana Film Commission e Presidente onorario di Rete Cinema Basilicata nonché nostro consigliere sempre attento, affettuoso e illuminato.

 


Luigi Di Gianni è stato un maestro riconosciuto del documentarismo internazionale che ha profondamente legato la sua estetica a un cinema antropologico che non ha mai smesso di scavare sul senso più profondo dell’anima e della psiche umana. Un’altra sua costante ricerca è stata quella del sud esplorato in molteplici versanti con macchine fotografiche e cineprese.

Laureato in Filosofia, allievo di Blasetti al Centro sperimentale di cinematografia, aveva anche assistito alle lezioni di Charlie Chaplin di passaggio a Roma. Diventerà in seguito docente della prestigiosa scuola nazionale per vent’anni ,lasciando un segno profondo tra i suoi allievi non solo nella disciplina del documentario e della regia, ma soprattutto nei rapporti umani con i nuovi autori che hanno sempre avuto con lui un intenso dialogo ricco di scambi e consigli.

Napoletano di nascita e formazione ma autore lucano a tutto tondo per discendenza paterna, le sue origini di Pescopagano (Potenza) e un viaggio adolescenziale verso le sue radici rinfocoleranno un legame profondo con la Basilicata. Non è un caso che la sua opera d’esordio nel 1958 “Magia lucana” riceve la consulenza scientifica di Ernesto De Martino consegnando ad un caposaldo del documentarismo italiano il giusto viatico per l’affermazione alla Mostra internazionale di Venezia come miglior documentario di quell’edizione.

È  l’inizio di una carriera ricca di storia e di affermazione che mai distoglieranno Di Gianni da derive commerciali e di facile mercati rimanendo in una trincea d’autore che gli è valsa riconoscenza dappertutto. Il ciclo lucano della preziosa opera di Di Gianni è stato centro di attenzione di studi e riflessioni in tutto il mondo. In anni recenti anche il Festival Internazionale di Berlino ha costruito una retrospettiva a lui dedicata analizzando il profondo rigore culturale e tecnico della sua opera.
Autore di diversi programmi Rai, tra i tanti indimenticabile il suo sceneggiato del 1978 tratto dal Processo di Kafka dove dirige un cast strepitoso ( Paolo Graziosi, Roberto Herlitzka, Mario Scaccia, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic, Leopoldo Trieste) conquistando i favori della critica. Nella lunga filmografia va ricordato anche “Il tempo dell’inizio” unico suo film di finzione girato nella Basilicata di Craco, Pisticci e Matera, tra fobie kafkiane e distopie Orwelliane, tra teatro classico e off, tra Lacan e Artaud, tra tragedia e grottesco”.

Vincitore di innumerevoli premi, nel febbraio del 2006 l’Università di Tubinga, in Germania, gli conferisce la laurea honoris causa in Filosofia per meriti nel campo del cinema di ispirazione antropologica. Ha insegnato in diverse università, compresa quella della Basilicata.

 

Read more

 

[Originariamente pubblicato da Napoli.Repubblica.It]

share the word :)

La curiosità è il motore che mi spinge a migliorarmi sempre.
Sono una mamma imprenditrice. Ho iniziato a lavorare come grafico pubblicitario. Oggi mi occupo di comunicazione, non solo digitale. Ho scelto una strada difficile, fare impresa, al Sud Italia, perché voglio dare il mio contributo al cambiamento della mia terra. Amo le sfide, mi piace mettermi in gioco e sperimentare ruoli sempre nuovi.

Rispondi