“Rai3, Matera-Italia” racconta MaTerre attraverso le parole dei suoi protagonisti (servizio di Beatrice Volpe).

 

MaTerre è un progetto articolato, multidisciplinare, innovativo, rivoluzionario nei modi e nei contenuti. Un progetto che coniuga il cinema con la poesia, abbracciando l’antropologia, il diritto, la letteratura per dare immagine, suono e vita al concetto di identità, in tutte le sue declinazioni. Il suo nome è un’assonanza, accorata e insieme nostalgica: ma terre in francese significa “la mia terra”, e la pronuncia suona molto simile al nome della piccola, grande Matera, oggi protagonista universale della cultura.

Io sono un filo d’erba: Rocco Scotellaro

I versi di Rocco Scotellaro (figura ancora oggi emblematica della situazione meridionale italiana), cui MaTerre si ispira, evocano il concetto di identità culturale, politica e geografica, ma soprattutto umana, esistenziale: “Io sono un filo d’erba, un filo d’erba che trema. E la mia patria è dove l’erba trema. Un alito può trapiantare un seme lontano“. MaTerre vuole ridefinire e difendere, per il suo significato originario, proprio quell’identità, oggi martoriata dagli stereotipi, dall’appiattimento, dal pregiudizio, dalla censura, dall’omologazione. Il lavoro di MaTerre riconosce l’identità come un ponte verso il diverso, allontanandone il significato da ogni sovranismo e dall’ottusità dell’identitarismo sociale e politico.

“Io sono un filo d’erba, un filo d’erba che trema.

E la mia patria è dove l’erba trema.

Un alito può trapiantare un seme lontano”

MaTerre è un cantiere creativo che si identifica con un “processo” vero e proprio (una delle ultime forme d’espressione che hanno la loro ragion d’essere nell’oralità!) a tutte le possibili declinazioni del contenuto “identità”; vuole ragionare e restituire in forma artistica anche tutto l’immaginario collegato ad essa: la terra madre, le origini, la libertà; il concetto di nazione, di comunità, di collettività, di integrazione, di minoranza.

 

 

share the word :)

La curiosità è il motore che mi spinge a migliorarmi sempre.
Sono una mamma imprenditrice. Ho iniziato a lavorare come grafico pubblicitario. Oggi mi occupo di comunicazione, non solo digitale. Ho scelto una strada difficile, fare impresa, al Sud Italia, perché voglio dare il mio contributo al cambiamento della mia terra. Amo le sfide, mi piace mettermi in gioco e sperimentare ruoli sempre nuovi.

Rispondi