MaTerre. Cantiere Cinepoetico Euromediterraneo

MaTerre è un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, co-prodotto da Rete Cinema Basilicata, Fondazione Matera Basilicata 2019 con il co-finanziamento della Lucana Film Commission


Perché MaTerre

MaTerre è un progetto articolato, multidisciplinare, innovativo, rivoluzionario nei modi e nei contenuti. Un progetto che coniuga il cinema con la poesia, abbracciando l’antropologia, il diritto, la letteratura per dare immagine, suono e vita al concetto di identità, in tutte le sue declinazioni. Il suo nome è un’assonanza, accorata e insieme nostalgica: ma terre in francese significa “la mia terra”, e la pronuncia suona molto simile al nome della piccola, grande Matera, oggi protagonista universale della cultura.

Io sono un filo d’erba: Rocco Scotellaro

I versi di Rocco Scotellaro (figura ancora oggi emblematica della situazione meridionale italiana), cui MaTerre si ispira, evocano il concetto di identità culturale, politica e geografica, ma soprattutto umana, esistenziale: “Io sono un filo d’erba, un filo d’erba che trema. E la mia patria è dove l’erba trema. Un alito può trapiantare un seme lontano“. MaTerre vuole ridefinire e difendere, per il suo significato originario, proprio quell’identità, oggi martoriata dagli stereotipi, dall’appiattimento, dal pregiudizio, dalla censura, dall’omologazione. Il lavoro di MaTerre riconosce l’identità come un ponte verso il diverso, allontanandone il significato da ogni sovranismo e dall’ottusità dell’identitarismo sociale e politico.

“Io sono un filo d’erba, un filo d’erba che trema.

E la mia patria è dove l’erba trema.

Un alito può trapiantare un seme lontano”

MaTerre è un cantiere creativo che si identifica con un “processo” vero e proprio (una delle ultime forme d’espressione che hanno la loro ragion d’essere nell’oralità!) a tutte le possibili declinazioni del contenuto “identità”; vuole ragionare e restituire in forma artistica anche tutto l’immaginario collegato ad essa: la terra madre, le origini, la libertà; il concetto di nazione, di comunità, di collettività, di integrazione, di minoranza.


Come si svolge MaTerre

Tra il 18 aprile e il 2 maggio 2019 cinque poeti e cinque registi (scelti dai direttori artistici, dall’attuale panorama euromediterraneo) sono ospiti in residenza a Matera per produrre in coppia (un poeta con un filmmaker) cinque film di poesia il cui focus è l’identità: ciascuna coppia di artisti trae ispirazione dalla propria esperienza a confronto con il paesaggio materano, con la storia dei Sassi della città lucana e con le meravigliose chiese rupestri. È proprio in queste ultime che registi e poeti trovano il set cinematografico per i loro lavori: queste magnifiche strutture scavate nella roccia, uniche al mondo per la loro natura e per la loro bellezza, accolgono i set dei registi e le riprese per i cinque episodi. Durante le settimane d’esperienza materana i dieci protagonisti hanno il compito di esplorare il luogo, percepirne l’essenza, viverne i suoni, la luce, l’atmosfera e metterlo a confronto con le proprie pulsioni artistiche.
Per tutto il periodo i dieci registi e poeti si confrontano con illustri nomi della poesia, dell’antropologia, del cinema, della letteratura, del diritto, ospitati a Matera contemporaneamente e impegnati lungo le due settimane di residenza in “lectio” o performance pubbliche, di cui gli stessi poeti e filmmakers sono a volte parte attiva e che vengono anche trasmesse in streaming.

Un “film di poesia” in cinque episodi in realtà immersiva a 360 gradi

Il risultato di queste due settimane di residenza si traduce in un “film di poesia” in cinque episodi (ciascuno per ogni coppia di artisti), progettato in realtà immersiva a 360 gradi. Una sorta di installazione video-sonora perpetua tra i sassi e la storia di Matera che sfrutta – per la prima volta nel cinema di poesia – una delle più sofisticate ed attuali tecnologie video: le videocamere e i visori a 360 gradi, gli stessi che spopolano nei videogiochi. In MaTerre così è possibile esperire la realtà immersiva a tutto tondo, grazie al coraggio e all’entusiasmo nei confronti di quella tecnologia che si appresta a divenire una piattaforma universale multimediale sempre più diffusa; un mondo “diverso” che accoglie anche il nostro corpo il quale vive, si muove, cerca con gli occhi e con le braccia il contesto che lo circonda.

 

Il “making of”

Attorno al film in cinque episodi viene girato anche un “making of” o, per essere più fedeli al concept artistico, un “film sul film” molto simile alla “cornice” boccaccesca del Decameron: una sorta di mediazione tra tutti i processi creativi, un “meta-film” che contestualizza il messaggio e lo racconta in una visione unitaria ed esterna.


MaTerre oltre la performance: arte, studio, riflessioni e ricerca

Parallelamente all’allestimento e alla produzione del film, decine di studiosi, poeti, artisti sono già impegnati nelle più diverse riflessioni sui temi cari a MaTerre.

Carta di identità

I contributi di intellettuali di tutta Europa vanno a popolare “Carta d’identità”, un denso blog, inserito nel sito di Materre, che ospita il pensiero di poeti, antropologi, studiosi del diritto, scrittori, filosofi, accademici di varia provenienza. Saggi di alto valore scientifico e critico, richiesti appositamente per l’occasione che arricchiscono la riflessione sull’identità e i suoi processi e pongono le basi per una riflessione ad ampio spettro su tematiche urgenti della società e dell’arte di oggi.

Aenigmata

Alla voce “Aenigmata”, ancora sul sito, corrisponde una sezione nata da un lavoro accademico svolto dagli studenti dell’Università di Torino e del Piemonte Orientale, con la collaborazione dei ragazzi della Comunità di Marentino di Terra mia Onlus: da esso sono scaturiti tre set articolati da un elenco di domande – poi rivolte a poeti, artisti ed intellettuali le cui risposte sono pubblicate proprio in Aenigmata- che mirano a riflettere in modo spontaneo, e non per forza razionale, a proposito delle dinamiche dell’identità, quel tema che oggi “agita e tocca nel profondo, là ove la razionalità, individuale e collettiva non riesce a fare piena luce (Paolo Heritier). Il percorso è raccontato al pubblico dagli stessi ragazzi protagonisti e dal prof. Heritier a Matera il 23 agosto

Identità armoniche

“Identità armoniche” è la parte del sito che raccoglie le performance, i contributi sonori, il work in progress, i filmati, tutte le testimonianze audio e video che, tassello per tassello, compongono nella sua completezza tutto l’articolato progetto di MaTerre, compresi i momenti di creazione, produzione e realizzazione del film nel backstage, così come i più diversi contributi personali degli ospiti e dei poeti che partecipano al progetto.


MaTerre è un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 co-prodotto da Rete Cinema Basilicata e Fondazione Matera Basilicata 2019 con il cofinanziamento della Fondazione Lucana Film Commision e il partenariato di Meditalents (Francia), Albanian National Film Center (Albania), Rattapallax (USA), Istituto Italiano di cultura di Madrid, CIRCE/Università di Torino (Italia), DAMS/Università della Calabria (Italia), Universosud (Italia), Noeltan Film Studio (Italia)
Con il sostegno di BCC Basilicata, Banca Etica
Con il patrocinio di CNA, Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa e Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo – Università degli Studi della Basilicata
Direttori artistici: Antonello Faretta, Paolo Heritier, Lello Voce
Project manager: Adriana Bruno
Ideato e prodotto da: Antonello Faretta e Adriana Bruno
Comitato degli esperti: Giacomo Martini, Adriano Aprà, Ilir Butka, Ram Devineni, Didier Boujard, Bruno Roberti

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